Alcuni giorni fa sono stato contattato da un gruppo di studenti in Ingegneria ambientale del Politecnico di Milano, in vista dell’esame di Pianificazione territoriale – chiamato “Progetto Valtellina” – per il quale deve approfondire i problemi legati alla nostra valle e proporre soluzioni per il futuro.
Perché gli studenti hanno scritto proprio a me? Me lo sono chiesto anche io, fidatevi, dato che non sono uno storico, né un amministratore, né un imprenditore, né un esperto del territorio, né una figura pubblica.
Però, dopo una prima fase di smarrimento in cui mi sono sentito preoccupato e inadeguato, ho saputo che i ragazzi hanno trovato in rete tracce del mio viaggio a piedi in Valtellina, dei miei post e dei miei libri, e di conseguenza hanno pensato che, da libraio e autore che vive nel territorio, potessi parlare della valle da un punto di vista indipendente e non convenzionale.
Allora sì che mi sono sentito sicuro e adeguato, oltre che gratificato per il percorso fatto negli ultimi vent’anni, nonostante abbia chiarito più volte di non dare per scontate le mie riflessioni, bensì di usarle soltanto come spunti da indagare.
Così una sera, mentre pioveva a Livigno come a Milano, per un’ora abbondante ci siamo confrontati in una video chat di gruppo: turismo, olimpiadi, viabilità, sanità, politica locale, spopolamento, enogastronomia, economia, geografia, natura, opportunità di studio e lavoro, stili di vita, futuro.
Ecco su quali argomenti ho dato il mio parere, consapevole di avere tante lacune da colmare ma altresì consapevole che i buoni maestri ascoltati e letti in passato, appunto indipendenti e non convenzionali, hanno fatto bene il loro dovere e avuto una grossa influenza sul mio modo di vedere le cose del mondo.
Per questo spero di aver trasmesso ai ragazzi almeno una minima parte di quello che hanno trasmesso a me quei buoni maestri. Perché è importante, mantenendo il giusto contatto con la realtà, cantare fuori dal coro e pascolare lontano dal gregge. Educa al dubbio e all’umilità, al non sentirsi invincibili o perfetti.
Ora aspetto di conoscere le possibili soluzioni per il futuro della Valtellina proposte dagli studenti, molti dei quali non sono mai stati da queste parti. Sono curioso: si sa mai che una manciata di occhi esterni veda meglio di tutti noi valtellinesi.
(La foto che accompagna il post è tratta da internet)
