Per parlare del sentiero dei castelli, un percorso di trenta chilometri abbondanti in media Valtellina tra Tirano e Grosio, e farvi venire voglia di scoprirlo – la primavera è il periodo ideale, soprattutto in questi giorni durante i quali si completa la fioritura dei meleti -, mi servirò di tre passaggi tratti dal libro Il mio viaggio in Valtellina.
(…) Presto il cammino occupò ogni mio ragionamento facendo tornare il buonumore. Avrei percorso un sentiero non molto conosciuto in Valtellina, ma tra i più suggestivi: il sentiero dei castelli.
Salii verso il castello di Santa Maria – il Castelaccio – in passato elemento fondamentale del sistema difensivo di Tirano del quale rimanevano la torre massiccia e qualche rudere. Individuai il segnavia del percorso, al cui centro troneggiava un adesivo con l’immagine di un castello, e immediatamente mi accolse una salita ripida con un centinaio di metri di dislivello da superare.
Il sentiero si snoda a mezzacosta nei boschi di castagno, nel fondovalle attraverso i meleti e nel centro di alcuni borghi, e naturalmente passa da diversi antichi castelli, torri e chiese della zona.
(…) Quando arrivai alla discesa per Cologna mi sentii rinfrancato e in pochi minuti fui a Sernio; entrai nel piccolo ma bellissimo centro storico. Passai davanti al palazzo barocco degli Omodei, che sorge in un piazzale alberato e che al suo interno può vantare ancora alcuni ambienti con stucchi e dipinti pregevoli; poi proseguii verso Lovero infilandomi tra sconfinati campi di mele.
Come altri luoghi delle Alpi, anche la Valtellina è famosa per i meli, piante da ambienti freddi che in inverno sono capaci di tollerare temperature molto rigide.
Un circuito adatto a ogni tipologia di escursionista, con salite brevi e lunghi saliscendi, con una buona segnaletica e molto vario nel paesaggio. Se partite da Tirano, affronterete l’andata sul versante orobico delle montagne e, arrivati a Grosio, sul versante retico per il ritorno a Tirano, naturalmente passando dal Parco delle incisioni rupestri.
Luoghi e fatiche che, oltre al piacere di camminare, aiutano a mettere in ordine la coscienza, anche nelle escursioni di una giornata.
(…) Con pazienza stavo ultimando il puzzle del mio viaggio e avevo intuito come la profonda identità della Valtellina (…) non si trovava nelle località turistiche alla moda, così artificiali e poco sincere. (…)
La Valtellina autentica, come mi sembrava di averla percepita, era quella orgogliosa delle proprie rughe, quella tenace dei muretti a secco, quella che si prendeva cura del territorio, che non si lamentava del freddo pungente; era quella variegata e unica che va dal confine con il lago di Como alle alte vette delle Alpi. (…) Ma, soprattutto, la Valtellina autentica era quella nascosta agli occhi superficiali di chi percorre il fondovalle in automobile.
Pronti a partire? State già preparando lo zaino? Se è così, buon cammino!
(La fotografia che accompagna il post è tratta dal sito Tirano e media Valtellina del Consorzio turistico media Valtellina)
