Da alcuni anni ho nuove abitudini di lettura e sono diventato meno tollerante del passato. Decisamente. Credo sia successo perché ho cambiato la mia visione dell’editoria, non soltanto verso ciò che mi aspetto da un libro, appunto, ma anche verso ciò che vorrei scrivere.
Ho imparato a lasciar perdere i romanzi di puro intrattenimento – sì, leggo soprattutto romanzi, anche se li intervallo con saggistica e graphic novel – e quelli che vivono di sola trama. Ce ne sono molti, direi troppi, e sono la maggioranza delle pubblicazioni degli ultimi due decenni. Ma da ex libraio so riconoscere con discreta precisione – in base all’editore, alla collana, allo scrittore, al titolo o alla grafica di copertina – quali evitare.
Ancora, ho imparato ad abbandonare i romanzi che per vari motivi non mi coinvolgono. Se il libro è di trecento pagine e a pagina settanta ancora fatico, passo ad altro. Ci riproverò in futuro, mi dico. In fondo la vita è troppo breve per leggere storie che non ci entrano dentro o, peggio, che non lasciano tracce in noi. D’altronde si sa che la lettura è condizionata dal periodo umorale che viviamo, e non ogni momento è adatto per questa o per quella storia. Sarebbe utile una guida ragionata – ora che lo scrivo mi viene in mente che c’è già, è Curarsi con i libri edito da Sellerio – per abbinare il giusto libro al giusto umore.
Dunque, dato che ho cambiato abitudini e sono diventato meno tollerante, da alcuni anni ho deciso di leggere – di iniziare a leggere sperando di arrivare alla fine, cosa che comunque mi capita spesso – soltanto romanzi di qualità, ossia quelli che i critici definiscono letterari, in cui la voce dell’autore, lo stile e il contenuto si elevano al di sopra della trama, siano essi romanzi classici o moderni.
Ad avviarmi al cambiamento è stata la spinta dello scrittore Vanni Santoni, che in La scrittura non si insegna edito da Minimum fax elenca decine e decine di titoli secondo lui obbligatori e che ogni autore, o futuro autore, dovrebbe leggere prima di mettersi scrivere.
Devo dire che delle sue liste – in ogni caso personali e discutibili, come molte cose che hanno a che fare con la scrittura – alcuni libri li avevo già letti, altri invece li ho letti o riletti di recente e altri li leggerò presto.
Quelli letti negli ultimi due anni – alla lista ne ho aggiunti diversi dietro consiglio di librai, bibliotecari, scrittori e lettori, o perché io stesso li ritengo irrinunciabili, facendo così diventare la dieta di Santoni la mia dieta – voglio condividerli con voi, proponendo in ordine casuale i titoli che più mi hanno impressionato, in modo che possiate lasciar perdere l’intrattenimento e passare a qualcosa che, ne sono sicuro, scaverà dentro di voi.
John Steinbeck, Furore, Bompiani
Vladimir Nabokov, Lolita, Adelphi
Franz Kafka, La metamorfosi, Einaudi
Colson Whitehead, La ferrovia sotterranea, Sur
Jennifer Egan, Il tempo è un bastardo, Mondadori
Margaret Atwood, Il racconto dell’ancella, Ponte alle Grazie
Truman Capote, A sangue freddo, Garzanti
Alicia Gimenez-Bartlett, Uomini nudi, Sellerio
Gabriel G. Marquez, Cent’anni di solitudine, Mondadori
Eva D’Adamo, Come d’aria, Elliot
Alvaro Mutis, L’ultimo scalo del Tramp Steamer, Adelphi
George Orwell, 1984, Mondadori
Georges Simenon, Corte d’assise, Adelphi
Leonardo Sciascia, Todo modo, Adelphi
Dario Voltolini, Invernale, La nave di Teseo
Luciano Bianciardi, La vita agra, Feltrinelli
Primo Levi, La tregua, Einaudi
Bohumil Hrabal, Ho servito il re d’Inghilterra, e/o
George Orwell, La fattoria degli animali, Feltrinelli
Elio Vittorini, Conversazione in Sicilia, Bompiani
Vanni Santoni, Dilaga ovunque, Laterza
Daniele Mencarelli, Fame d’aria, Mondadori
Emanuele Trevi, La casa del mago, Ponte alle Grazie
Andrea Bajani, L’anniversario, Feltrinelli
Friedrich Dürrenmatt, La promessa, Adelphi
