“La ferrovia sotterranea”

4 Giugno 2024

Uscito in Italia alla fine del 2017, il romanzo La ferrovia sotterranea di Colson Whitehead – unico degli ultimi vent’anni a vincere sia il National Book Award, sia il Premio Pulitzer – è già diventato un classico della letteratura mondiale.
L’autore afroamericano racconta il fenomeno della schiavitù, con indubbia qualità di scrittura e in maniera tanto coinvolgente quanto drammatica, attraverso il personaggio della giovane Cora, che il lettore può seguire nella sua lunghissima e dolorosa fuga dalla piantagione in cui è nata. Cora, insieme a vari personaggi che di volta in volta incontra e inesorabilmente perde, affronta il viaggio nella ferrovia sotterranea, nome con cui si indica la rete clandestina di militanti antischiavisti che negli Stati Uniti dell’Ottocento aiutava i neri a fuggire dal Sud agli stati liberi del Nord. Ma nel suo romanzo, Whitehead inserisce una ferrovia vera e immagina stazioni e binari reali che scorrono nel sottosuolo di un’America razzista, assetata di sangue, potere e supremazia.
E pagina dopo pagina, spinta dal ricordo della madre che l’ha abbandonata al suo destino e inseguita da uno spietato cacciatore di taglie, Cora diventa il simbolo femminile della disumana brutalità del razzismo. Perché nella sua come in quella di milioni di neri strappati dalle loro terre si rievocano orrori e carneficine che nell’Ottocento – e prima ancora e poi anche in seguito – sono stati perpetrati in nome della razza.

(Nella foto: la copertina del romanzo La ferrovia sotterranea, pubblicato da Sur e disponibile anche in edizione economica)