Palermo è un razzo

10 Giugno 2025

Se entri in una pasticceria o in un panificio e assaggi una cassatella, un cannolo, il pane cunzatu, lo sfincione o le panelle, i sapori della cucina siciliana ti esplodono in bocca.
Se passeggi tra le bancarelle del mercato di Vucciria, di Ballarò o del Capo sono invece le orecchie a esploderti per le urla dei venditori, per questo sorridi al cibo che paghi una miseria e a chi ti ha appena dato una fregatura.
Se sei immerso nel traffico di Palermo tra motorini, bici elettriche, auto in seconda e terza fila, camion, pedoni che sbucano dal nulla, gatti e cani randagi, anziani seduti su una sedia in paglia e parcheggiatori abusivi, rischi che ti esploda il cuore oltre alla frizione dell’auto.
Se ti fermi un secondo di troppo a guardare i materassi, i mobili, la ferraglia, gli elettrodomestici arrugginiti abbandonati nei vicoli di ogni quartiere, potrebbe poi sembrarti di vedere esplodere i bidoni dell’immondizia, sempre stracolmi anche subito dopo essere stati svuotati.
Se per un attimo ascolti la baraonda di voci mentre cammini in via Maqueda e in via Vittorio Emanuele e poi arrivi ai Quattro Canti, e ti accorgi delle facce che parlano siciliano, italiano, inglese, francese, spagnolo, tedesco, cinese, africano, indiano, arabo e russo, il risultato è un’esplosione che ti fa pensare che il mondo si sia riunito lì, vicino a te, per gustarsi una granita.
Se passi da Capaci e sfili accanto al monumento in ricordo della strage e poi, di nuovo in città, arrivi alla borgata marinara della Cala dove c’è il murale di Falcone e di Borsellino, puoi addirittura sentire riecheggiare le esplosioni delle bombe della mafia e le urla dei morti, insieme al dolore di ferite che non si rimargineranno mai.
E se poi avverti troppo caldo, se stai sudando e le zanzare ti prendono di mira, è perché sei al mare e anche a ottobre al mare fa caldo. E che tu sia al porto, al porticciolo o a Mondello, i colori della Sicilia ti esplodono davanti agli occhi e ti ricordano che sei circondato dall’acqua.
Infine, se passeggi tra i palazzi, le chiese, i teatri, i monumenti del centro storico e dei quartieri popolari, sono lo stupore per l’isola e per la nostra bella e povera Italia a esploderti dentro, come non capita in nessun altro posto.
Ecco perché Palermo è un razzo. Perché ovunque ti giri c’è qualcosa pronto a esploderti addosso e a sfuggirti di mano. E tutto quanto è indimenticabile.

(Nella foto: la Cattedrale di Palermo)

Post pubblicato la prima volta il 25 OTTOBRE 2019