Per una volta lascio da parte i libri e propongo un film animato che mi ha messo di buon umore. In breve scriverò dei suoi tanti pregi e di un suo grande difetto, almeno secondo me, una debolezza figlia dei nostri tempi nonostante la storia sia ambientata negli anni Cinquanta.
Il protagonista, Luca, è un giovane mostro marino capace di assumere sembianze umane quando esce dall’acqua. E il ragazzo che diventa suo amico, Alberto, un altro mostro marino che però vive in una torre abbandonata sulla spiaggia, lo convince a visitare il borgo di Porto Rosso, sulla costa ligure delle Cinque Terre.
I due, insieme a una ragazzina conosciuta tra le viuzze del porto, partecipano alla Portorosso Cup con la speranza di vincere la Vespa in palio. La gara è una sorta di triathlon da sagra paesana: nuotare in mare, mangiare un enorme piatto di pasta, pedalare dal fondo alla cima del borgo e poi affrontare la folle discesa.
Il resto del film – il titolo è Luca, prodotto nel 2021 dalla Pixar e dalla Disney – è un’avventura che dovrete scoprire da soli, se già non l’avete fatto.
Luca è adatto a tutta la famiglia ed è da guardare insieme, grandi e piccoli seduti uno accanto all’altro. È una celebrazione dell’amicizia, della diversità e dell’accettazione di tale diversità. È una rievocazione delle estati del secolo passato, fatte di giochi senza tecnologia e di persone da conoscere in spiaggia. È una storia commovente e divertente, diversa dalle solite formule narrative pensate per i bambini, con una grafica allegra e disegni dai tratti originali, una musica nostalgica come colonna sonora, un’ambientazione fuori dal comune e un mare limpido nel quale vorremmo stare immersi per ore, come fa Luca.
Una sola cosa mi ha disturbato, molto: il logo Vespa sempre in primo piano. E il continuo riferimento al prodotto, la brillantezza della carrozzeria che spiccava su ogni altro colore, l’insistenza sul desiderio di possedere il motorino che, se per un bambino è sogno, per un adulto non è altro che spot, consumismo, marketing. Con, nei titoli di coda, gli ovvi ringraziamenti al Gruppo Piaggio.
Mi chiedo: che bisogno c’è, di tutto questo, in un film d’animazione?
