Facce da vigna

18 Novembre 2024

Queste sono le facce che ho imparato a conoscere nei mesi scorsi, mentre scrivevo il reportage Diario da una vigna, suddiviso in quattordici puntate.
Sono le facce che dovremmo ricordare e rispettare di più; facce di ragazzi e uomini di etnia, religione, estrazione, cultura e storia personale differenti, che hanno un grande merito: quello di tenere vivo, insieme alle aziende che li assumono, il paesaggio vitivinicolo del territorio valtellinese, lavorando tutti i giorni al caldo o al freddo delle Alpi Retiche – non certo per una paga alta – e permettendo a noi di degustare il vino che preferiamo al ristorante o nel salotto di casa.

Chaka, Florin, Iqbal e Lamin

Dovremmo ricordare e rispettare di più queste facce anche perché, se pensiamo ai mille discorsi dei politici locali e nazionali – e spesso anche nostri – sull’immigrazione e sull’agricoltura, senza le persone che accettano ancora di fare un lavoro faticoso molti calici resterebbero vuoti e il bosco finirebbe di mangiarsi i terrazzamenti che restano, così come la maggior parte dei campi coltivati in Italia non darebbe frutti.

Marco e Christian

Allora cin cin, avanti così: brindiamo pure al vino di Valtellina ed esaltiamo la viticoltura eroica. Facciamolo. Basta lasciare la retorica e i proclami in soffitta e non dimenticare le persone che in silenzio lavorano lassù, a mezzacosta, prendendosi cura dei vigneti con le loro mani senegalesi, gambiane, ivoriane, pakistane, romene, albanesi, sarde, lombarde e sì, in alcuni casi anche valtellinesi.
Mani capaci di insegnare, almeno a chi non è ottuso, che in fondo niente è soltanto nostro, né una montagna, né un territorio e né un vino. E che ognuno di noi ha il sacrosanto diritto di cercare – per scelta o per obbligo – il proprio posto nel mondo. Ovunque esso sia.

Kevin, Pilo, Bruno e Luca

Per leggere il Diario da una vigna:
Qui trovi l’ultima puntata, da dove puoi risalire anche alle precedenti;
Qui trovi la presentazione del mio reportage;
Qui trovi i diari che ho scritto finora: sulla vigna, sul formaggio bitto Storico Ribelle, su un trekking in Valmalenco, sui miei brevi viaggi in gravel e su altro ancora.

(Le fotografie che accompagnano il post sono state scattate da me nei vigneti del versante retico della Valtellina e ritraggono la dozzina di ragazzi e uomini della squadra operai di Plozza Vini. L’immagine di copertina ritrae Andrea e Bayo)

(POST PUBBLICATO LA PRIMA VOLTA il 21 dicembre 2021)