Caro diario,
passata la sbornia emozionale della cerimonia di apertura, con la sua festosità colorata e ipnotica, con l’immancabile retorica nelle dichiarazioni istituzionali e le colpevoli mancanze dei commentatori RAI, ora parlano e brillano gli atleti.
Sono loro la bellezza delle Olimpiadi, senza dubbio. Atleti arrivati da ogni angolo di mondo per portarci le loro storie e speranze, i loro successi e insuccessi, la loro passione incondizionata per lo sport e la disciplina che hanno scelto come compagna. Sono loro la bellezza, soltanto loro. Non la politica e l’affarismo che si infilano dappertutto pur di gonfiare le fette di consenso e ricchezza, non le supercazzole raccontate dagli organizzatori pur di motivare scelte ambientali scellerate e sprechi di denaro pubblico da far rabbrividire. Le Olimpiadi sono gli atleti, lo sport e i tifosi. E lo sarebbero anche senza quell’odiosa cornice di super profitto riservato a pochi che contraddistingue ogni evento globale moderno.
Mi torna in mente adesso che lo scopo dell’Olimpiade diffusa e “sostenibile” era trovare luoghi già pronti a ospitare le gare senza dover costruire nuove strutture, sistemando l’esistente, soprattutto senza dover brutalizzare gli ecosistemi. Era il modello sbandierato e promesso, fallito fin dal principio.
Perciò, tornando agli atleti, la maggior parte estranea al professionismo esasperato e allineata appieno ai valori olimpici, mi chiedo come possano lasciare che, senza proferire parola salvo poche eccezioni, continui l’assalto alla montagna. Ecco, questo avrebbe un valore altissimo come la conquista di una medaglia: l’urlo degli atleti, insieme a quello di ex atleti e allenatori, per non accettare più che un’Olimpiade nasca su colate di cemento e acciaio, sullo sfruttamento infinto delle risorse naturali, sullo sbancamento di pendii e territori delicati. In fondo non è in montagna che molti di loro hanno iniziato a praticare lo sport che li ha portati fin qui? Perché il silenzio, allora? Perché non la difesa energica, senza se e senza ma, dell’ambiente che tanto amano?
Le altre puntate del diario
1 Tra 30 giorni
2 Ostaggi della neve finta
3 Eredità e ottimismo
4 Viva tutti
