6. Solo applausi? Diario (critico) dalle Olimpiadi

20 Febbraio 2026

Caro diario,
in questi giorni è stato tutto una gara, e non poteva essere altrimenti. Dalla Valtellina alla val di Fiemme, da Milano a Cortina e fino all’Alto Adige, l’attenzione del pubblico è stata risucchiata dagli atleti, dalle medaglie, dai tifosi, dai volontari, dai vip e dai politici.

Sì, non poteva essere altrimenti. È stato tutto un misto di emozioni e frenesia e applausi, anche se, tra gli elogi al tiramisù e al bidet, tra l’onnipresente Snoop Dog e i 10mila preservativi finiti troppo presto, tra lo scambio di spille olimpiche e lo sbalordito “Oh my God!” degli americani in riferimento al cibo italiano, è giusto ricordare le magagne che restano sul tavolo. Ossia i costi spropositati, i danni irreparabili ai territori montani e l’incremento del cambiamento climatico che l’Olimpiade ha portato in dote. Un contributo mica da ridere mascherato da progresso, indotto economico, ritorno d’immagine e successo senza eguali, almeno se si vuole credere alle parole di amministratori e imprenditori.

Il mio appello, per quel poco che vale, è dunque di non dimenticare le facce e i nomi di chi ha voluto arrivare fin qui, probabilmente senza mai domandarsi – appunto e ancora una volta – se ce n’era davvero bisogno. Con, in più, una riflessione amara: se un tempo, ad abusare delle risorse della montagna erano personaggi venuti dalla città – penso all’acqua per le centrali idroelettriche, alle rocce per le miniere, al legname per i boschi, ai pendii per gli impianti di risalita e in qualche caso all’aria per i sanatori – oggi i veri predatori sono alcuni abitanti della montagna stessa, che non hanno remore a rimpinzarsi di nuovi affari a scapito dei luoghi che abitano da sempre.

Per questo non mi basta il bellissimo paesaggio innevato di questi giorni, con la sua luce ricca di speranza, a rendere accettabile l’Olimpiade. Non mi basta guardare a monte e non a valle. Negli occhi, oltre al record di ori, argenti e bronzi, mi restano comunque le brutture infestanti come l’eliporto costruito laddove, secondo la promozione turistica, c’è un’oasi di pace e di natura incontaminata.

 

Le altre puntate del diario
1 Tra 30 giorni
2 Ostaggi della neve finta
3 Eredità e ottimismo
4 Viva tutti
5 Parola agli atleti