Caro diario,
si avverte ancora l’entusiasmo e già si fa largo la nostalgia. È questo che colgo nelle parole, nei reel e nei ringraziamenti di politici, atleti, volontari e sponsor.
Le Olimpiadi sono andate bene, è giusto ammetterlo. Nel caso della Valtellina, poi, non avevo dubbi sulle sue capacità di preparare al meglio le strutture di gara, nonostante il dispendio esagerato di acqua per la neve artificiale e i lavori così invasivi sul territorio. Né avevo dubbi sull’accoglienza calorosa riservata a team e tifosi: in fondo le regioni coinvolte offrono tanta bellezza e ci sanno fare col turismo. Non doveva essere certo l’Olimpiade a dimostrarlo.
“I Giochi si chiudono, il sogno resta” dice l’oggetto di una email dell’azienda turistica di Livigno parlando di ciò che rimane nelle persone e del ritorno alla normalità. Entusiasmo e nostalgia, appunto. E orgoglio di aver ospitato l’Olimpiade, com’è naturale che sia, anche se per i residenti delle valli interessate il problema è stato il prima così come sarà il dopo.
Sì, perché c’è un MA grande come le Alpi e per chi vuole andare oltre l’apparenza, oltre il pensiero unico, consiglio di leggere le tante e intelligenti inchieste sull’argomento fatte in questo periodo. Segnalo L’economia delle Olimpiadi di Canova e Pizzurno sulla rivista Wired, oppure Olimpiadi, come il grande affare si è mangiato gli ideali di Gabbanelli sul Corriere della Sera, oppure ancora Il costo ecologico di Martini sul Fatto Quotidiano, con fonti, dati e stime che vanno al di là degli slogan “Grande opportunità”, “Facciamo la storia” o “Legacy olimpica”.
Ecco i concetti da approfondire: costi fuori controllo; ritorno d’immagine ambiguo; impatto macro economico modesto; costruire meglio, non di più; perdita futura di neve e ghiaccio per l’impatto ambientale; danni ecologici per viaggi degli spettatori e accordi di sponsorizzazione; priorità ad affari e diritti TV e poi ai valori olimpici.
È dunque urgente cambiare il modello di questi eventi, c’è poco da fare. Ed è urgente e vitale porre limiti invalicabili per la montagna e smettere di accettare di tutto, in particolare da parte di chi ci vive o ci pratica sport, dato che Le Olimpiadi di Milano-Cortina hanno nascosto bene i problemi per citare un bell’articolo di qualche giorno fa sul Post.
Le altre puntate del diario
1 Tra 30 giorni
2 Ostaggi della neve finta
3 Eredità e ottimismo
4 Viva tutti
5 Parola agli atleti
6 Solo applausi?
