8. Lasciare traccia. Diario (critico) dalle Olimpiadi

27 Aprile 2026

Caro diario olimpico,
ho finito di scrivere, almeno per adesso. D’altronde è appena iniziato lo smantellamento delle strutture allestite per l’evento (vedremo poi cosa resterà sul terreno), che già si magnificano altre opportunità, altro progresso, altre eredità, altro benessere. Come se non ne avessimo già abbastanza, di queste cose, nelle località più frequentate delle Alpi.
E allora via, di nuovo in pista con l’edilizia. Via (a Livigno, per esempio) a terminare il mega parcheggio interrato, a disboscare ancora e a costruire il collegamento in funivia tra versanti sciistici che, a detta dei progettisti, diminuirà il traffico di automobili (a me sfugge il nesso, però chi sono io per dubitare delle certezze dei politici?).

Un diario critico che, tra esitazioni e preoccupazioni, ho voluto scrivere non tanto perché sarà pubblicato su una rivista di montagna, ma per provare a guardare oltre l’evidente fascino dell’Olimpiade, oltre la bellezza delle gare e delle emozioni degli atleti, oltre l’atmosfera irripetibile, oltre la retorica, le contraddizioni e la superficialità di una narrazione che mette in luce solo ciò che si vuole sia visto.
Soprattutto, a costo di risultare antipatico, l’ho scritto per lasciare traccia delle mie opinioni sugli effetti negativi di scelte per le quali pagheremo il conto, e per contribuire ad amplificare un malcontento diffuso (spesso silente per convenienza e non per ideologia) sul modo di operare della politica e dell’imprenditoria nelle valli alpine, che in questi decenni ha visto la montagna diventare un surrogato della città, credendo le sue risorse inesauribili, la sua natura marginale, la sua identità superflua, i suoi abitanti asserviti al turismo di massa.
Non ho voluto fingere, insomma, e non ho voluto tenere le fette di bresaola sugli occhi. Ho voluto dissentire a modo mio.

Intanto, però, leggo che ne vogliono già altre di Olimpiadi (Lombardia o Roma 2040) e che già studiano promesse da disattendere, proprio come successo per Milano-Cortina. Sì, perché lo scempio non finisce mai, purtroppo. E fa male, molto male. Anche se, forse, fa male solo a pochi di noi.

(POST PUBBLICATO LA PRIMA VOLTA il 6 marzo 2026)

 

Le altre puntate del diario
1 Tra 30 giorni
2 Ostaggi della neve finta
3 Eredità e ottimismo
4 Viva tutti
5 Parola agli atleti
6 Solo applausi?
7 Oltre l’apparenza