È passato un anno intero dalla difficile decisione di chiudere la libreria che avevo aperto tredici anni prima per dedicarmi ad altro. Ed è stato un lungo periodo in cui sono successe un sacco di cose belle, con un primo bilancio che, almeno per il mio modo di vedere, è più che positivo.
Dal sentirmi prigioniero di mura, orari e obblighi (e della mentalità di un paese) che ormai mal sopportavo, sono passato al dover organizzare la mia giornata in maniera totalmente diversa rispetto al recente passato, ma nulla è stato insormontabile.
Tra impegni in famiglia, vari progetti di scrittura, gestione di altre attività lavorative e tempo libero da sfruttare, mi sono presto abituato al nuovo stile di vita e ora, senza remore o rimpianti, posso dire che non tornerei indietro.
Ho potuto finalmente dedicarmi a tempo pieno alla scrittura, nonostante le difficoltà a emergere nel settore, e ho potuto godere dei fine settimana e dei giorni festivi (insieme a mia moglie e ai miei tre figli) come non avevo mai fatto in precedenza, scoprendo e raccontando tanti luoghi della Valtellina (in quello che, ora l’ho capito, credo sia una sorta di missione cui devo adempiere) che non conoscevo o conoscevo troppo poco.
E a coloro che mi dicono (scherzando, ma non troppo) che ora sono in pensione e posso godermela (non ho ancora capito se parlano per invidia, frustrazione, antipatia o incomprensione), be’, rispondo solo che non ho certo smesso di lavorare: semplicemente, ho cambiato lavoro e approccio.

Così, in quest’ultimo anno, oltre a camminare ed esplorare in Media Valtellina ho finito di scrivere l’autobiografia Slalom (Hoepli) sulla vita del campione di sci alpino Giorgio Rocca, ho terminato i due progetti sul territorio (che mi hanno dato davvero tanto dal punto di vista umano) Diario da una vigna e Diario dalle Valli del Bitto, ho affiancato Paolo Gibba Campanardi nella stesura del libro sugli alpini Noi siamo i vèci (Harper Collins) in uscita a settembre, ho partecipato a una puntata del programma Il Provinciale di Rai Due con Federico Quaranta, che mi ha aperto le porte ad altri piccoli eventi, ho letto diversi bei libri e distribuito in paese quelli di Lyasis edizioni, ho ideato insieme alla libreria Tiralistori di Tirano gli imminenti incontri di A spasso con lo scrittore e, ancora, ho concepito le trame di due storie da scrivere nei prossimi mesi (sperando, prima di iniziare, di trovare un editore che ci creda).

Insomma, in questo lungo periodo me la sono cavata benissimo anche senza un negozio a Livigno e, se qualcuno cerca una spinta per cambiare vita, ve la posso dare io: abbiate coraggio, non timore; siate curiosi, positivi e decisi, e non fatevi dominare dai dubbi; seguite il vostro istinto, i vostri sogni e la vostra voglia di cambiamento, ma ponderate tutto con intelligenza.
Perché, se guardate bene, là fuori è pieno di opportunità. Basta andarsele a cercare; basta avere una visione e un obiettivo chiaro; basta seguire ciò che vi dice il cuore, da bilanciare con quello che vi suggerisce la mente; basta mischiare un pizzico di follia a una buona dose di razionalità. E il più è fatto. L’ultimo passo da fare, però, spetta a voi. Soltanto a voi.
(Le immagini che accompagnano il post sono tratte da internet)
